Deontocrazia La politica, un dovere di tutti i cittadini

Significato di deontocrazia

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IN BREVE

La deontocrazia è un sistema di governo basato sull’obbligo partecipativo di ciascun cittadino al potere politico. Deriva dalle parole greche “deon”, dovere, e “cratia”, potere, quindi il potere che si basa sul dovere. Che significa? Significa che a prescindere dall’organizzazione del potere politico, la scelta dei suoi rappresentanti non è più determinata da una base elettorale, bensì dall’attribuzione diretta delle cariche politiche ai cittadini in base a criteri certi e condizionati essenzialmente solo al conseguimento della maggiore età e dell’istruzione obbligatoria, rimanendo tuttavia una forma di governo rappresentativa, non collettiva. Solo per comprendere meglio questa definizione, quindi evitando accuratamente qualsiasi confusione, possiamo prendere ad esempio il concetto di servizio militare. Ogni cittadino italiano maschio fino a qualche anno fa aveva il dovere di prestare servizio militare per un certo periodo, previo breve addestramento e conseguente assegnazione ad un corpo specifico. Analogamente la deontocrazia potrebbe comportare l’irripetibile e obbligatoria prestazione del servizio politico da parte di tutti i cittadini per un certo periodo di tempo, previo avviamento istruttivo ed assegnazione di una determinata carica politica locale o nazionale.

 

FINALITÀ

Attualmente i politici non sono al servizio dei cittadini, non lavorano per loro, come dovrebbe essere, bensì sono i cittadini ad essere alla mercé dei politici. Il fatto che i politici possano coprire un numero illimitato di legislature ha generato una casta consolidata, ereditaria, irremovibile, privilegiata e inattaccabile. Il sistema elettorale si presta troppo al clientelismo per poter consentire un cambiamento radicale: il clientelismo, poi, genera ingiustizie, corruzione, sprechi e molti altri danni considerevoli. La deontocrazia si propone di recuperare pienamente il concetto di subordinazione della politica ai cittadini, conferendole il valore di dovere pubblico, che da un lato comporta l’obbligo per tutti i cittadini di conoscere il suo meccanismo, dall’altro pone il popolo nella piena condizione di assumere direttamente la responsabilità delle scelte per il proprio Paese.

 

APPLICAZIONE DIRETTA AL NOSTRO SISTEMA POLITICO

Se volessimo applicare questa forma di governo in Italia, potremmo anche non cambiare in alcun modo l’assetto e le attività degli organi politici, il cui fulcro a livello nazionale rimarrebbe il parlamento nella sua forma bicamerale con la sua funzione legislativa / elettiva, quindi cambierebbe il modo in cui tale parlamento viene formato: non più a seguito di elezioni politiche, bensì di attribuzione diretta su base universale. Il solo parlamento è formato da 945 membri eletti ogni cinque anni (ricomprendo anche i senatori a vita, in quanto si prospetta la loro scomparsa), il che significa che durante un periodo di 60 anni, che costituisce il lasso di tempo medio di attività adulta di una persona, si potrebbero susseguire potenzialmente 11.340 persone diverse. Se poi il mandato fosse ridotto a 2 anni, il predetto numero salirebbe a 28.350. Ma non dimentichiamo anche i comuni, le province e le regioni. Secondo una stima di agosto 2011 l’Italia avrebbe poco più di 8.000 comuni: se consideriamo una media di 10 consiglieri per ciascuno e un mandato di 2 anni, le persone che potrebbero susseguirsi nel consiglio comunale in 60 anni sono 2.400.000. Le province sono invece 110, per cui considerando 20 consiglieri per ciascuna e un mandato di 2 anni, i “posti” disponibili in 60 anni sarebbero 66.000. Infine le regioni italiane, 20, con una media di 30 consiglieri ciascuna potrebbero dal luogo a 18.000 “posti” disponibili. In totale le cariche politiche nazionali e locali assegnabili in 60 anni ammonterebbero a 2.484.000 circa. La popolazione italiana annovera circa 45 milioni di elettori, pertanto con questo sistema ciascun elettore avrebbe più del 5% delle possibilità di ricoprire una carica politica principale nell’arco della propria vita. Ma il concetto di rappresentanza “precettata” verrebbe esteso anche a contesti diversi dalle cariche politiche, come per esempio i sindacati, in modo insomma da sostituire il criterio elettivo, cosicché, alla fine, le probabilità di ricoprire una carica “precettata” sarebbero prossime a quelle del vecchio servizio militare. Insomma, se negli anni 80 si rischiava di partire “al militare”, con la deontocrazia si avrebbe la stessa possibilità di partire “alla politica”.

Una tale responsabilità dovrebbe però comportare alcuni requisiti ulteriori rispetto alla semplice funzione elettorale, pertanto si dovrebbe introdurre almeno una materia ad hoc nel biennio obbligatorio di tutte le scuole superiori che fornisca una sommaria infarinatura sul funzionamento degli organi politici, nonché, conseguentemente, l’impossibilità di ricoprire alcuna carica politica se non si è conseguito il titolo scolastico minimo obbligatorio.

Inoltre a corredo di questo sistema, si dovrebbero creare i presupposti per evitare che alla classe politica si sostituisca il personale amministrativo a suo supporto, pertanto in tale ambito sarebbero consentiti contratti di lavoro solo a tempo determinato e non ripetibili per più di due volte.

In applicazione del concetto di dovere politico pubblico, non sarebbe previsto alcuno stipendio per i parlamentari, consiglieri e tutte le altre cariche “precettate”, bensì una compensazione economica per il tempo impiegato, commisurata al proprio reddito dichiarato abituale (prevedendo ovviamente una soglia minima dignitosa), nonché la possibilità di accedere liberamente e gratuitamente a qualsiasi mezzo di trasporto pubblico nel limite dell’ambito del proprio mandato. Ad ogni modo durante l’incarico non sarà consentito svolgere alcuna attività lavorativa parallela, con previsione di sanzioni anche penali in caso di inottemperanza.

 

CRITERI DI ATTRIBUZIONE DELLE CARICHE POLITICHE

L’attribuzione delle cariche non potrà essere svolta né in modo del tutto casuale, né in modo discrezionale. Dovrà infatti essere predeterminato un dettagliato ma semplice sistema, parzialmente variabile, in modo da impedirne la strumentalizzazione, per identificare con esattezza coloro che verranno chiamati a ricoprire le cariche. Ad esempio potrebbero essere adottati gli attuali sistemi per la scelta dei giudici popolari nelle corti d’Assise, eliminando però l’estrazione a sorte ed introducendo un sistema selettivo basato su calcolo esatto, prevedibile nel meccanismo ma imprevedibile nel risultato, nonché indiscriminabile.

 

MODALITÀ DI AFFERMAZIONE DELLA DEONTOCRAZIA

Per consentire l’applicazione di questo sistema è necessaria una revisione costituzionale, quindi, per averne la certezza, almeno la metà + 1 dei membri della camera e del senato: a tal fine, è opportuno che la deontocrazia non venga assorbita da un movimento politico in particolare e quindi non divenga una sorta di esclusiva ideologica, bensì che venga condivisa il più possibile senza rivendicazioni. Il presente sito web, infatti, non è un manifesto elettorale, tant’è che non ne viene rivelato nemmeno l’autore o il partito. I politici che rivendicano l’esclusiva ideologica della deontocrazia sono solo millantatori e certamente non hanno il reale obiettivo di raggiungerla, bensì solo di sfruttarla per guadagnare voti. Se i cittadini desiderano la deontocrazia, non devono far altro che votare i partiti che nel loro programma includono in modo inequivocabile il suo raggiungimento incondizionato; naturalmente è anche necessario che tale obiettivo venga perseguito: conseguentemente, sussistendo la maggioranza assoluta dei parlamentari provenienti da partiti che la sponsorizzano, la prima attività, quindi precedente ogni altra iniziativa legislativa, dovrà essere la modifica della costituzione in modo che la deontocrazia possa essere realizzata. Diversamente, sarebbe opportuno che i responsabili della mancata realizzazione non vengano più rieletti in rapporto alla deontocrazia.

 

IDEATORE DELLA DEONTOCRAZIA

Il concetto di deontocrazia è nato per la prima volta nel dicembre del 2010 in un blog, anche se allora non aveva questo nome, attribuitogli solo il 29/05/2012 con la registrazione del dominio deontocrazia.it. Proprio per consentire la sua massima diffusione, evitando così strumentalizzazioni di qualsiasi tipo, il suo unico autore si mantiene volutamente anonimo (il dominio è intestato ad un legale incaricato ad hoc), consentendo a tutti di poter perseguire i suoi fini, ma opponendosi ad ogni plagio o altra pubblica rivendicazione esclusiva: la deontocrazia è infatti un'idea, non un movimento di pensiero. La finalità della deontocrazia cade nel momento in cui viene confusa in modo univoco con una persona o con una organizzazione, perciò mai nessuno potrà essere legittimamente autorizzato a presentarsi al pubblico come autore o fondatore della deontocrazia.

 

CONTRIBUTI

Non trattandosi di un movimento politico o di pensiero, non vi sarà richiesto qui alcun sostegno economico: l'unico apprezzatissimo contributo è la diffusione di questa pagina, anche semplicemente cliccando sui pulsanti dei social che trovate in cima: se volete offrire una sua traduzione in altre lingue, inviatela a webmaster@deontocrazia.it e naturalmente verrà qui pubblicata.

Un sincero saluto a tutti voi e un sentito ringraziamento, anche per la sola lettura.

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